LA STRADA DEL MARRONE

Soleggiati crinali, boscose vallate, fiumi e ruscelli che si alternano a secolari castagneti, è questo il territorio dove si trova Marradi (Fi), paese del Mugello, a pochi chilometri da Firenze, testimone di una cultura millenaria.

Ricco di cultura e antiche tradizioni, il paese si offre al turista con il calore di un’ospitalità genuina che fa da cornice ai colori del suo paesaggio. Il territorio è solcato da una fitta rete di sentieri, che lungo i loro percorsi attraversano maestosi castagneti, prodotto tipico che in ogni stagione i ristoranti elaborano i loro piatti accostando con fantasia agli altri prodotti del territorio, quali  funghi e tartufi.

Il famoso “Marron Buono” fa da padrone sulle tavole dall’antipasto al dolce, nelle pasticcerie e nei laboratori si preparano la famosa torta, le marmellate, le Marradesi e marron glacés della più alta qualità.

Il castagno ha un rinomato valore per gli oggetti ottenuti dal suo pregiato legno. Nelle falegnamerie l’abile lavoro degli artigiani farà toccare con mano l’imponenza, la consistenza e la bellezza di un mobile in massello.
Qui, dove i castagneti dominano il paesaggio e i marroni sono l’emblema della tradizione culturale, rurale e gastronomica, si snoda la Strada del Marrone del Mugello di Marradi.
Il castagno, con i suoi frutti, ha sfamato per secoli le genti di questa montagna, che, in segno di riconoscenza, lo hanno soprannominato l’Albero del Pane.

Fino a non molti decenni fa infatti, l’ attività di ogni famiglia ruotava per quasi l’intero anno attorno alla cura meticolosa dei castagneti, in funzione della raccolta nel mese di ottobre, e l’alimentazione della popolazione era pressoché costituita dalla polenta di farina di marroni, dalle ballotte, dalle bruciate e dalle frittelle.
Le prime notizie della coltivazione del castagno risalgono all’Alto Medioevo e il periodo di massimo sviluppo all’epoca della Contessa Matilde di Canossa (1046-1115), che indicò nel sesto matildico, la corretta distanza di impianto fra un castagno e l’altro.
L’industrializzazione e il conseguente abbandono delle montagne ne hanno invece compromesso l’intrinseco valore, numerosi castagneti furono inglobati dal bosco, mentre la concomitante incidenza di una serie di malattie ne ridusse drasticamente il numero.

Fortunatamente dagli anni ’80, Marradi, Terra del Marron Buono e punta di diamante dell’IGP del Mugello, ha potuto assistere a un rinnovato interesse per la castanicoltura locale, contrassegnato dal recupero dei suoi castagneti secolari e dalla valorizzazione della qualità dei suoi marroni, riconosciuta a livello internazionale come la più alta e sempre più apprezzata sul mercato.
L’amore per questa pianta e la volontà di creare un progetto organico che ne valorizzasse appieno l’intera filiera, hanno portato alla nascita della Strada del Marrone del Mugello di Marradi, che coinvolge tutto il territorio del Comune di Marradi e propone al turista “un vero e proprio viaggio” attorno al castagno.

Soleggiati crinali e boscose vallate, verdi pascoli che si alternano a secolari castagneti, è questo territorio, dove il grande poeta Dino Campana trasse ispirazione per la sua poesia, che si trova Marradi.
Ricco di cultura e antiche tradizioni, Marradi offre la magia dei suoi boschi e la purezza dell’aria, che qui si respira.
La posizione mediana, tra le città di Firenze e Ravenna, raggiungibili in treno con la storica e suggestiva linea ferroviaria faentina, rende Marradi meta ideale per riscoprire e conciliare il corpo e la mente che sempre più spesso la routine ci fa perdere.
In un fitto reticolo di sentieri, di grande interesse naturalistico, in un ambiente naturale incontaminato, la forte spiritualità dei secoli X-XII ha lasciato in eredità al piccolo Comune significativi luoghi di fede. Dall’Abbazia di S. Reparata, complesso monastico risalente all’XI sec., dei più importanti presenti sul territorio e che conserva opere della Scuola del Ghirlandaio, all’Abbazia di Crespino, della medesima epoca, dove trovare custoditi pregevoli affreschi del XII secolo, dal suggestivo Eremo di Gamogna, posto a ca. 900 m. s.l.m., a Badia della Valle.

Altrettanto irrinunciabile la passeggiata alla Rocca del Castiglionchio, fortificazione del VI secolo e luogo strategico dal punto di vista militare, è oggi posizione panoramica prediletta per ammirare l’intera valle del fiume Lamone.
Prima dominio dei Conti Guidi, poi della Repubblica Fiorentina, Marradi si caratterizza per una struttura urbanistica difficilmente riscontrabile in altri paesi montani: le abitazioni e i palazzi signorili ricordano le vie del centro storico di città come Firenze, così come il cuore della Piazza delle Scalelle, dove, oltre al Palazzo Comunale con il loggiato, si affacciano il seicentesco Palazzo Fabroni, il Palazzo del Cannone e l’antica Chiesa del Suffragio.

Il piccolo centro del Paese offre ancora sfiziosi scorci, a partire dalla caratteristica Via Fabbrini e dal Vicolo Torre, dove osservare un’antica meridiana, fino all’elegante Palazzo Torriani e al delizioso Teatro degli Animosi.
E’ poi al poeta Dino Campana, di cui l’abitazione ne è segno storico più tangibile, che il Comune di Marradi ha dedicato il nuovo Centro Culturale che ne porta il nome, ora sede della Biblioteca Comunale, dell’Ufficio Turistico, dell’Archivio Storico, che conserva documenti del periodo pre-unitario e del Centro Studi Campaniani, ricco polmone di fonti bibliografiche relative al poeta e punto di riferimento a livello mondiale per studiosi, studenti ed amanti della poesia e della vita di Dino Campana.

Ogni stagione è quella giusta per visitare questa fantastica zona della Toscana, ovviamente questa è quella a cui è più dedita: l’armonia dei colori, i profumi e l’atmosfera unica e magica, ci spiegano i perché.

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