DA BOCCACCIO A MACHIAVELLI PASSANDO PER DANTE

La celebre magione fiorentina di Dante Alighieri, l’ ‘albergaccio’ a San Casciano dove Niccolò Machiavelli scrisse il suo ‘Principe’, la casa di Giovanni Boccaccio a Certaldo sono soltanto alcune delle dimore toscane di personaggi famosi che hanno fatto storia.

Ai tempi scolastici li abbiamo studiati e un po’ odiato per poi apprezzarli e riviverli successivamente, nell’arco di pochi chilometri si può rivivere la vita di tre personaggi importanti partendo da Giovanni Boccaccio che  insieme a Dante e Petrarca è considerato l’iniziatore della Letteratura italiana. Numerose le sue opere, fra le quali la più importante è il Decameron, cento novelle inserite in una cornice. Il gusto per l’avventura e per il gioco, l’esaltazione dell’intelligenza e della furbizia umana, unite ad un alto senso della lingua, ne fanno uno dei capolavori di tutti i tempi e la prima grande opera in prosa della nostra letteratura.
La casa di Certaldo è un severo palazzotto in mattoni cotti, ricostruita nel dopoguerra a seguito dei bombardamenti del 1944, si erge a metà della Via a lui dedicata: Boccaccio.

La nuda facciata è interrotta in alto da una graziosa loggia che si apre sullo stupendo panorama delle colline della Valdelsa, spaziando fino a San Gimignano.

Oggi è adibita a museo che è possibile visitare nella sua nuova veste.

Nella saletta a piano terra sono esposti dei pannelli didattici che ripercorrono la vita di Giovanni Boccaccio, di quella che fu la sua residenza a Certaldo e dell’Ente Nazionale Giovanni Boccaccio che, dal 1957, ha sede in questa Casa.
Sempre al piano terreno si può visionare un audiovisivo sulla vita e l’opera del Grande Certaldese e sulle attività dell’Ente nazionale Giovanni Boccaccio. Salendo al piano superiore si trova la grande biblioteca; aperta agli studiosi ospita una collezione unica di opere dedicate a Boccaccio, traduzioni del Decameron e delle opere minori in tutte le lingue; opere rare e di pregio (stampati di sec. XVI – XVIII, edizioni illustrate da artisti famosi) oltre a una sezione iconografica che comprende foto, cartoline e riproduzioni del borgo di Certaldo. Una selezione di queste opere è visibile nelle vetrine situate nelle varie stanze del Museo.
Accanto alla biblioteca si trova il cosiddetto studio del Boccaccio, dominato dall’affresco di Pietro Benvenuti, pittore neoclassico, raffigurante il Boccaccio al suo tavolo da lavoro. L’affresco fu commissionato all’inizio dell’Ottocento dalla marchesa Carlotta Lenzoni dei Medici, che fece restaurare la casa facendone un salotto letterario.
Al piano superiore è possibile visitare la bella loggia, che affaccia sullo stupendo panorama della Valdelsa.

Proseguendo verso Firenze non possiamo che visitare dov’è nato il grande Dante Alighieri il massimo poeta in lingua italiana.

Vissuto fino al 1302 a Firenze e poi ingiustamente accusato di baratteria ed esiliato, compose quasi completamente in esilio il suo capolavoro: la Divina Commedia.
Nel cuore della Firenze medievale, sorgevano nel Duecento le case degli Alighieri, le cui tracce rimangono in alcuni documenti del tempo. Agli inizi del Novecento, dopo studi e ricerche, il Comune di Firenze fece ricostruire la casa dove, secondo la tradizione, nacque Dante. Il museo si articola su tre piani che scandiscono i momenti fondamentali della vita del Poeta. Al primo piano vengono documentati aspetti della vita fiorentina del Duecento e gli anni della fanciullezza e della giovinezza del Poeta fino all’esilio del 1302. Al secondo piano sono rappresentate le peregrinazioni di Dante presso numerosi signori durante i venti anni dell’esilio, fino alla morte. Infine al terzo piano è documentata l’iconografia e la fortuna di Dante nelle opere d’arte realizzate dal Trecento fino ad oggi dai più grandi artisti.

Pochi chilometri più a sud si può raggiungere S. Andrea in Percussina, graziosa frazione di San Casciano Val di Pesa dove Niccolò Machiavelli si rifugiò dopo essere stato esiliato da Firenze nel 1512. Machiavelli segretario della Repubblica fiorentina negli anni che vanno dal 1498 al 1512, è una delle figure più grandi ed interessanti del Rinascimento. Scrittore vario e colto, riservò i suoi interessi soprattutto alla politica, che, primo fra tutti, considerò una scienza a se stante.
La Casa di S. Andrea in Percussina, apparteneva insieme a diversi poderi alla famiglia dello scrittore, la fattoria, con l’annessa osteria dell’Albergaccio, è descritta in una delle sue più famose lettere, quella indirizzata all’amico Francesco Vettori e datata 10 dicembre 1513. Nella lettera viene descritta la sua giornata fra le occupazioni che gli derivano dalla conduzione delle sue proprietà e le serate trascorse all’osteria a giocare a tric-trac con l’oste ed un macellaio del luogo. Ma la notte egli si ritira nella sua biblioteca e trascorre le ore leggendo i classici, che gli hanno ispirato un libretto, scritto di getto in pochi mesi, ed intitolato De Principatibus: il Principe, l’opera alla quale deve la sua fama.
Dopo la sua morte la casa passò agli eredi e sempre in linea ereditaria venne alla nobile famiglia fiorentina dei Serristori.

Da pochi anni appartiene al Gruppo italiano vini che qui ha alcuni dei suoi più bei vigneti e che l’ha restaurata in modo accurato.

Si possono visitare gli ambienti della villa, le splendide cantine e, attraverso un passaggio   sotterraneo, entrare nell’osteria descritta dallo stesso Machiavelli. Anche questa ha conservato nei secoli intatta la sua atmosfera.

Vale la pena dedicare una giornata a contatto con ciò che erano gli affetti dei nostri letterati più importanti nel mondo, anche perché in questo periodo dell’anno attraversare la campagna Toscana riempie gli occhi delle sfumature di colori e il cuore di tanto calore: certi  paesaggi non potevano che ispirare opere tanto famose.

Sono 54 in Toscana, le dimore di nomi celebri tra i quali: Giacomo Puccini (Lucca), Giovanni Spadolini (Firenze), Giotto (Vicchio), Giuseppe Mazzini (Pisa), invece ammontano a 240 i musei sparsi in tutte le province toscane.

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