La Toscana sbarca a New York

Continuano febbrilmente i lavori nel cuore commerciale di News York, dove fino all’11 settembre 2001 sorgevano le Torri Gemelle.
Al posto del World Trade Center è in costruzione il One World Trade Center, la grande torre che sarà il centro del nuovo complesso commerciale di Lower Manhattan.
Lo stile e la qualità dei prodotti italiani ha influito sulla scelta dell’amministrazione comunale della città di New York. In un momento di difficoltà e di scarse prospettive di sviluppo economico, una notizia così tira su il morale soprattutto ai produttori del famoso marmo di Carrara che si sono aggiudicati una “mega commessa”. Sarà rivestito in marmo di Carrara il One World Trade Center che nascerà a New York dalle ceneri dei grattacieli distrutti negli attentati dell’11 settembre 2001. Una mega commessa di statuario venato, considerato il ”diamante” del marmo, che impreziosirà il One World Trade Center dove sono stati investiti circa tre miliardi di dollari. La commessa se l’è aggiudicata la Sam, la Società Apuana Marmi, che raccoglie il gotha dell’industria lapidea carrarese e della Versilia.
La nuova Torre della Libertà sarà alta 1.776 piedi (541 metri per 108 piani), uguale all’anno dell’indipendenza degli Stati Uniti d’America. Sappiamo che una delle caratteristiche del popolo americano è quella di usare i simbolismi nella vita di tutti i giorni in modo da avere sempre in mente l’ideale che quel simbolo rappresenta. Altri 6.000 metri quadrati di marmo statuario (per un valore di 5 milioni di euro), saranno spediti nei prossimi giorni a New York e verranno utilizzati per il rivestimento della lobby (l’entrata principale) del One World Trade Center.
Altre tre torri andranno a completare l’area, che sorge attorno al World Trade Center Memorial, sito tutt’ora in costruzione che ricorda al mondo l’attacco terroristico dell’11 settembre. Nell’area è previsto anche un museo.
Carrara è legata a doppio filo con l’America: il marmo bianco era già presente nella lobby delle Torri Gemelle distrutte: un frammento è stato recuperato dall’artista parigino Cyprien Gaillard ed esposto, racchiuso in una teca, alla Biennale internazionale di scultura che è in corso a Carrara.

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