DIETRO LE QUINTE DEL CARNEVALE DI VIAREGGIO

La società dei consumi produce grandi quantità di rifiuti che stanno sommergendo, inquinando e degradando ambienti naturali, città e paesi provocando danni all’economia ed alla salute dei cittadini, a costi sociali altissimi.
Il Carnevale di Viareggio, fin dal 1925 con l’uso della cartapesta o carta a calco, ha fatto propria la filosofia del recupero e del riciclaggio attraverso una tecnica manuale ed un modo originale e creativo, utilizzando un materiale usato e gettato via. La povertà dei mezzi utilizzati nella lavorazione come la carta di giornale, la colla di farina, la creta, il gesso, i giunchi, costituisce la caratteristica della tecnica viareggina che si esprime in modo esplosivo nella costruzione dei grandi carri allegorici.
Il luogo magico, teatro di questa tecnica artigianale, si trova nella Cittadella dove gli artigiani-artisti del Carnevale creano i grandi carri allegorici che durante il periodo invernale sfilano sui viali a mare della famosa città di Viareggio, comunicando con le loro immagini grottesche sorrisi e buonumore.
Per scoprire il segreto delle magiche tre “C” dove la Carta nell’ambito della Cittadella si trasforma in Carnevale ecco che si aprono le porte del Museo della Cittadella di Viareggio.
Qui è possibile scoprire tutti i segreti e i trucchi della cartapesta il complesso che accoglie gli atelier dove i costruttori viareggini realizzano i carri allegorici, il Museo della Cittadella del Carnevale racconta attraverso documenti originali, bozzetti, manifesti e modellini, la gloriosa storia del Carnevale di Viareggio.

Presso la Cittadella del Carnevale, il complesso che accoglie gli atelier dove i costruttori viareggini realizzano i carri allegorici e che racconta, attraverso documenti originali, bozzetti, manifesti e modellini, la gloriosa storia del Carnevale di Viareggio.
All’interno del Museo è presente anche uno stand didattico che illustra le diverse fasi della realizzazione di un’opera in cartapesta, mentre al piano terra dell’edificio museale sono allestiti laboratori didattici dove è possibile cimentarsi nella manipolazione della creta e della carta per fare esperienza di modellazione e lavorazione di un manufatto in cartapesta.
La statua di Burlamacco creata dalla fantasia di Uberto Bonetti nel 1930 accoglie con il sorriso i visitatori per guidarli nel fantastico mondo del Carnevale.
Il percorso inizia con un ideale corteo di modellini di carri allegorici di prima categoria, che offrono la possibilità di osservare la struttura e le diverse soluzioni compositive, cromatiche ed in particolare la traduzione in chiave satirica dei vari temi affrontati.
Una serie di bacheche in legno, come una sorta di banchi da lavoro artigianali contengono opere originali di alcuni noti artisti che hanno lavorato per il nostro Carnevale fra cui: Enrico Pranpolini, Lucio Venna, Moses Levy e Uberto Bonetti, al quale è dedicato ampio spazio a testimonianza del suo lungo e intenso rapporto con il Carnevale di Viareggio. A seguire troviamo una delle caratteristiche dei nostri corsi: sono i mascheroni a piedi e le “teste in capo”, giganti di carta, portati ed animati da persone, che provocano allegria e divertimento con le loro forme grottesche e satiriche.
Al piano terra l’edificio museale su una superficie di oltre 300 mq. sono allestiti i laboratori didattici dove è possibile cimentarsi nella manipolazione della creta e della carta per fare esperienza di modellazione e lavorazione di un manufatto in cartapesta.
E’ bello e molto interessante addentrarsi “dietro le quinte”di quello che è il più bello spettacolo carnevalesco d’Italia, comprendere i meccanismi e parlare con gli artisti e ideatori di tanta ilarità e divertimento.
L’ingresso è gratuito e gli orari sono i seguenti: dalle 16,00 alle 19,00 giovedì-venerdì-sabato, da metà giugno gli stessi giorni ma dalle 17,00 alle 20,00

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