L’uovo e il suo significato simbolico legato alla Pasqua

La Pasqua è una ricorrenza che ricorda la passione e la Resurezione di Cristo. Il giorno dei festeggiamenti è la prima domenica dopo i quaranta giorni di quaresima.
Il periodo che precede la Pasqua è costituito da quaranta giorni di pentenza e dal “trittico pasquale”, in cui si celebra la passione di Gesù Cristo, il cui culmine è rappresentato dalla via crucis.
Secondo la tradizione cristiana, la Pasqua è la festa più importante, proprio perchè si celebra la resurrezione di Gesù Cristo.
Quale è il vero significato dell’uovo di Pasqua?
Nell’iconografia cristiana, l’uovo è il simbolo della Resurrezione, il suo guscio rappresenta la tomba dalla quale esce un essere vivente.
Secondo il paganesimo, invece, l’uovo è simbolo di fertilità:dell’eterno ritorno della vita.
Dipingere e decorare le uova durante il periodo pasquale risale a quest’ultimo periodo: donarne uno colorato era sinonimo di auguri e buoni auspici. Gli antichi contadini romani sotterravano nei campi un uovo colorato di rosso, come simbolo di fecondità e quindi propizio per il raccolto. È proprio con il significato di vita che l’uovo entrò a far parte della tradizione cristiana, richiamando alla risurrezione di Cristo e alla vita eterna.
L’uovo rappresenta la Pasqua nel mondo intero e come simbolo ha subito ogni genere di manipolazione estetica: è stato dipinto, intagliato, ricoperto; la sua forma è stata riprodotta con elementi diversi: da quelli commestibili come il cioccolato e lo zucchero, a quelli più duraturi come la terracotta o la carta pesta.
Ma mentre le uova di cartone o di cioccolato sono di origine recente, quelle vere, colorate o dorate hanno un’origine che pesca nel lontano passato.
L’usanza di donare uova decorate con elementi preziosi va molto indietro nel tempo e già nei libri contabili di Edoardo I di Inghilterra risulta segnata una spesa di 18p. per 450 uova rivestite d’oro e decorate da donare come regalo di Pasqua. Ma le uova più famose furono indubbiamente quelle di un maestro orafo, Peter Carl Fabergè, che nel 1883 ricevette dallo zar Alessandro, la commissione per la creazione di un dono speciale per la zarina Maria.
Il primo Fabergé fu un uovo di platino smaltato bianco che si apriva per rivelare un uovo d’oro che a sua volta conteneva un piccolo pulcino d’oro ed una miniatura della corona imperiale.
Gli zar ne furono così entusiasti che ordinarono a Fabergé di preparare tutta una serie di uova da donare tutti gli anni.
E la tradizione continuò anche con lo zar Nicola II, figlio di Alessandro, fino ad un totale di 57 uova.
Già al tempo del paganesimo in alcune credenze il Cielo e la terra erano ritenuti due metà dello stesso uovo, e le uova erano il simbolo del ritorno della vita.
Gli uccelli infatti si preparavano il nido d’amore e lo riempivano di uova: a quel punto tutti sapevano che l’inverno ed il freddo erano ormai passati.
I Greci, i Cinesi ed i Persiani se li scambiavano come dono per le feste Primaverili, così come nell’antico Egitto le uova decorate erano scambiate all’equinozio di primavera, data di inizio del “nuovo anno”, quando ancora l’anno si basava sulle le stagioni. L’uovo era visto come simbolo di fertilità e quasi magia, a causa dell’allora inspiegabile nascita di un essere vivente da un oggetto così particolare.
E le uova venivano pertanto considerate oggetti dai poteri speciali, ed erano interrate sotto le fondamenta degli edifici per tenere lontano il male, portate in grembo dalle donne in stato interessante per scoprire il sesso del nascituro e le spose vi passavano sopra prima di entrare nella loro nuova casa.
Le uova, associate alla primavera per secoli, con l’avvento del Cristianesimo divennero simbolo della rinascita non della natura ma dell’uomo stesso, della resurrezione del Cristo: come un pulcino esce dell’uovo, oggetto a prima vista inerte, Cristo uscì vivo dalla sua tomba.
Oggi ritroviamo in molte tradizioni l’uso delle uova per celebrare la ricorrenza pasquale; i popoli slavi dipingono le uova (a volte avvengono delle vere e proprie gare di abilità) per donarle come simbolo di buon auspicio, amore e fertilità e le case vengono addobbate con uova colorate.
In Germania per Pasqua si nascondono uova colorate nel giardino o all’interno dell’abitazione e si invitano i bimbi a cercarle, affermando che sono state lasciate dai leprotti.
Anche in alcune regioni della Francia si nascondono nei giardini le uova dipinte e si narra ai bambini che sono state lasciate dalle campane che la notte del Venerdì Santo hanno volato fino a Roma per prenderle.
È per questo che nessuno le sente suonare durante la notte della Passione. Nei Paesi Scandinavi è tradizione compiere anche dei giochi con le uova sode. I più noti sono: far rotolare le uova da un dosso e vince chi ha lasciato quello che arriva più lontano con il guscio integro; un altro segno di abilità è tenere un uovo lesso in mano e cercare di rompere quello tenuto dall’avversario.
Le uova assumono anche altre valenze in queste nazioni del nord.
Andare in chiesa con in tasca un uovo nato il Giovedì Santo aiuta a smascherare le streghe!
Un uovo lasciato in ciascuno dei quattro angoli del campo, nei solchi arati, aiuta invece ad avere un abbondante raccolto.
Gli ortodossi celebrano la ricorrenza dei morti il venerdì successivo al giorno di Pasqua. In tale occasione qualcuno ancora colora le uova di rosso e le mette sopra le tombe, come augurio di felice vita ultraterrena per i loro cari che sono sepolti.
costei era abituata a far divertire Gesù Bambino con delle uova colorate.
Perchè durante i prossimi giorni di festa durante per la Pasqua non trascorrere qualche giorno tra le colline del Chianti per assaporare la tradizione dei piccoli borghi di campagna. Tra le varie offerte proponiamo la Tenuta Sant’ilario che vi saprà esprimere con l’accoglienza e la bellezza del luogo, la vera atmosfera toscana.
Tra tradizione e modernità vogliamo augurare a tutti voi i nostri più sinceri auguri di una buona Pasqua.

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